Evolocumab dopo angioplastica: nuovi dati dal trial VESALIUS-CV

Evolocumab dopo angioplastica riduce eventi cardiovascolari nei pazienti stabili post‑PCI: risultati a 5 anni dal trial VESALIUS‑CV, presentato all’EuroPCR 2026.

5/24/20262 min read

Evolocumab dopo angioplastica: nuovi dati dal trial VESALIUS-CV

Un recente studio internazionale pubblicato su Circulation e presentato all’EuroPCR 2026 ha analizzato l’efficacia di evolocumab, inibitore di PCSK9, nei pazienti con pregressa angioplastica coronarica (PCI) ma senza precedente infarto miocardico (MI).
I risultati del VESALIUS-CV trial aprono prospettive importanti per la prevenzione cardiovascolare nei pazienti stabili dopo rivascolarizzazione.

Contesto clinico

Tradizionalmente, la terapia ipolipemizzante intensiva è riservata ai pazienti con infarto o eventi aterosclerotici maggiori. Tuttavia, molti soggetti sottoposti a PCI per coronaropatia stabile restano a rischio elevato di nuovi eventi, pur non avendo avuto un infarto.
Il VESALIUS-CV ha valutato se la riduzione intensiva del colesterolo LDL con evolocumab possa migliorare la prognosi anche in questa popolazione.

Disegno dello studio
  • 12.257 pazienti con aterosclerosi o diabete ad alto rischio, ma senza MI o ictus.

  • 3.627 avevano una PCI pregressa (mediana 4 anni prima dell’arruolamento).

  • Randomizzazione evolocumab vs placebo, su terapia ipolipemizzante ottimizzata.

  • Follow-up mediano: 4,6 anni.

  • Endpoint primari: MACE a 3 punti (morte coronarica, MI, ictus ischemico) e MACE a 4 punti (aggiunta di rivascolarizzazione ischemia-driven).

Risultati principali

Evolocumab ha ridotto in modo significativo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori:

  • −30% MACE a 3 punti (7,0% vs 9,5%; HR 0,70; p=0.004)

  • −18% MACE a 4 punti (17,9% vs 21,7%; HR 0.82; p=0.012)

  • −50% rischio di infarto miocardico (3,0% vs 6,1%; HR 0.50; p<0.001)

  • −39% rivascolarizzazione urgente (HR 0.61; p<0.001)

  • Riduzione nominale di mortalità cardiovascolare (−34%) e mortalità totale (−24%)

L’effetto è apparso già dopo 6 mesi di trattamento e si è mantenuto costante nel tempo.

Interpretazione clinica

I pazienti con PCI pregressa, pur senza infarto, presentano un rischio coronarico quasi doppio rispetto a chi non ha mai avuto rivascolarizzazione.
Evolocumab ha dimostrato di ridurre significativamente gli eventi coronarici, inclusi STEMI e NSTEMI, confermando il valore della riduzione intensiva del LDL-C fino a livelli medi di 40 mg/dL. Questi risultati estendono i benefici già osservati nei trial FOURIER e ODYSSEY OUTCOMES a una popolazione più ampia, di pazienti stabili post-PCI, che spesso non ricevono un trattamento lipidico ottimale.

Implicazioni pratiche
  • Anche senza infarto, i pazienti con PCI devono essere considerati ad alto rischio cardiovascolare.

  • La terapia con evolocumab può ridurre eventi maggiori e mortalità.

  • È consigliabile una strategia precoce e aggressiva di riduzione del LDL-C, idealmente sotto i 55 mg/dL, in linea con le linee guida ESC 2025.

  • L’approccio deve essere personalizzato, integrando statine, ezetimibe e PCSK9-inibitori.

Conclusione

Il trial VESALIUS-CV dimostra che evolocumab riduce rapidamente e in modo sostanziale il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con pregressa angioplastica coronarica ma senza infarto.
Questi dati rafforzano il concetto che la prevenzione secondaria deve essere estesa anche ai pazienti “stabili”, e che la riduzione intensiva del colesterolo LDL è una strategia chiave per migliorare la sopravvivenza e ridurre le recidive coronariche.