Gli studi più importanti sui lipidi del 2025
I 10 studi sulle dislipidemia che hanno caratterizzato il 2025
Dr Luca Testa
7/19/20263 min read


I 10 studi del 2025 che cambiano la prevenziona Cardioascolare
Il trattamento delle dislipidemie ha raggiunto una svolta storica. Le nuove linee guida e i recenti studi clinici permettono oggi di raggiungere target di colesterolo LDL un tempo impensabili. Come cardiologo interventista, vedo ogni giorno le conseguenze delle placche aterosclerotiche in sala di emodinamica. Prevenire la formazione di queste placche o stabilizzarle prima che causino un infarto è il nostro obiettivo principale.
In questo articolo analizzeremo le più importanti novità terapeutiche e scientifiche emerse nell'ultimo anno per la gestione del colesterolo alto e dei trigliceridi.
1. Evolocumab e Prevenzione Primaria nei Pazienti ad Alto Rischio
Lo studio VESALIUS-CV ha dimostrato che l'inibizione della proteina PCSK9 tramite l'anticorpo monoclonale evolocumab riduce drasticamente gli eventi cardiovascolari maggiori (MACE). La vera novità? Lo studio ha coinvolto oltre 12.000 pazienti con aterosclerosi o diabete, ma senza precedenti infarti o ictus.
Riduzione del colesterolo LDL: -55%.
Riduzione dell'infarto miocardico: -36%.
Riduzione della mortalità cardiovascolare: -21%.
Questo studio cancella la netta divisione tra prevenzione primaria e secondaria. Dimostra che trattare precocemente e in modo aggressivo il colesterolo LDL permette di delipidizzare e stabilizzare le placche aterosclerotiche prima che si rompano.
2. Enlicitide: Arriva il Primo Inibitore di PCSK9 per Via Orale
Fino ad oggi, i farmaci biologici contro la proteina PCSK9 richiedevano iniezioni sottocutanee. Lo studio di Fase 3 sull'Enlicitide cambia le regole del gioco. Questo macrociclo orale, assunto una volta al giorno da pazienti con ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH), ha mostrato risultati eccezionali:
Abbattimento del colesterolo LDL fino al 60%.
Riduzione dell'Apolipoproteina B (apoB) del 48%.
Ottimo profilo di sicurezza e tollerabilità a un anno.
3. Obicetrapib: Un Nuovo Alleato per Abbassare il Colesterolo LDL
Il grande studio internazionale BROADWAY ha testato l'efficacia di obicetrapib, un inibitore selettivo della proteina CETP, somministrato a pazienti ad alto rischio già in terapia con le massime dosi tollerate di statine. I dati a 84 giorni indicano:
Riduzione ulteriore del colesterolo LDL del 32,6%.
Riduzione dell'apoB del 18,9%.
Incremento del colesterolo HDL ("buono") del 136,3%.
4. Lipoproteina(a) alta: un pericolo ereditario da non sottovalutare
La Lipoproteina(a) o Lp(a) è un fattore di rischio cardiovascolare geneticamente determinato. Due studi recenti ne hanno ridefinito l'importanza clinica:
Rischio di recidiva: Un'analisi su oltre 270.000 pazienti ha confermato che livelli elevati di Lp(a) aumentano proporzionalmente il rischio di un secondo infarto o ictus. L'uso di terapie intensive (come gli inibitori di PCSK9) può tuttavia mitigare questo rischio.
Screening a cascata familiare: Lo studio svedese STRIREG ha dimostrato che i parenti di primo grado di individui con Lp(a) alta hanno un'incidenza significativamente maggiore di eventi cardiovascolari (MACE). Diventa quindi fondamentale sottoporre a screening i familiari dei pazienti a rischio.
5. Trigliceridi Alti e Pancreatite: L'efficacia di Olezarsen
I trigliceridi alti non danneggiano solo le arterie, ma espongono al rischio di pancreatite acuta. Gli studi di Fase 3 CORE-TIMI 72a e 72b hanno promosso l'uso di Olezarsen, un oligonucleotide antisenso che blocca l'mRNA di ApoC-III. La somministrazione mensile ha ridotto i trigliceridi fino al 72,2% e ha ridotto gli episodi di pancreatite a meno di un terzo rispetto al placebo.
6. CRISPR e Terapie Geniche: Il Futuro è una Sola Iniezione?
Lo studio di Fase 1 sul farmaco CTX310 ha testato l'editing genomico in vivo tramite CRISPR-Cas9 per disattivare il gene epatico ANGPTL3. Nei pazienti trattati con una singola dose endovenosa si è assistito a una riduzione stabile del 50% sia del colesterolo LDL che dei trigliceridi. Siamo davanti alla concreta possibilità futura di una terapia una tantum per sconfiggere la dislipidemia.
7. Statine in Gravidanza: Dati Rassicuranti
Un esteso studio di coorte nazionale norvegese condotto su oltre 800.000 gravidanze ha analizzato l'esposizione involontaria alle statine nel primo trimestre. I dati non hanno mostrato un aumento significativo del rischio di malformazioni congenite maggiori o cardiache rispetto a chi aveva sospeso il farmaco prima del concepimento. Sebbene l'inizio deliberato delle statine resti controindicato in gravidanza, queste evidenze offrono grande rassicurazione alle donne che scoprono una gravidanza mentre assumono tali farmaci.
Cosa Cambia per i Pazienti?
La ricerca medica ci sta fornendo armi terapeutiche sempre più personalizzate e potenti. Se soffrite di colesterolo alto, familiarità per malattie cardiache o trigliceridi elevati, oggi abbiamo gli strumenti per proteggere il vostro cuore in modo mirato e sicuro.
Il contenuto di questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento medico specialistico. Rivolgetevi sempre al vostro medico di fiducia.
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