Nuove Linee Guida ACC/AHA 2026: cosa cambia nella gestione delle dislipidemie

Prevenzione cardiovascolare 2026: i nuovi target lipidici e le terapie innovative secondo ACC/AHA

Dr Luca Testa

6/2/20261 min read

Le nuove linee guida ACC/AHA sulle dislipidemie

Dalla correzione tardiva alla prevenzione precoce

Le Linee Guida 2026 ACC/AHA ridefiniscono la gestione della dislipidemia, passando da un approccio centrato sul colesterolo LDL a una visione più ampia che include ipertrigliceridemia e lipoproteina(a).
Il messaggio chiave è chiaro: trattare prima e meglio. La prevenzione inizia già in età pediatrica, con counseling sugli stili di vita e valutazione precoce della terapia nei giovani con LDL ≥160 mg/dL o storia familiare di malattia cardiovascolare prematura.

Nuove equazioni di rischio: PREVENT-ASCVD

Le nuove equazioni PREVENT-ASCVD sostituiscono le vecchie Pooled Cohort Equations e ridefiniscono le classi di rischio:

Categoria

Rischio a 10 anni

Azione raccomandata

  • Basso <3%

Stile di vita

  • Borderline 3–5%

Considerare statina

  • Intermedio 5–10%

Statina moderata

  • Alto ≥10%

Statina ad alta intensità

In prevenzione primaria, i nuovi target sono LDL <100 mg/dL e non-HDL <130 mg/dL; nei soggetti ad alto rischio, LDL <70 mg/dL e non-HDL <100 mg/dL.

Biomarcatori e imaging: verso una medicina personalizzata

Le Linee Guida introducono una vera stratificazione biologica del rischio:

  • Lp(a): da misurare almeno una volta nella vita; valori ≥125 nmol/L aumentano il rischio di ASCVD del 40%.

  • ApoB: utile nei pazienti con diabete, sindrome cardio-renale-metabolica o trigliceridi elevati.

  • Calcium Score (CAC): diventa decisivo nella riclassificazione del rischio.

    • CAC = 0 → possibile rinvio della terapia

    • CAC ≥100 → inizio o intensificazione della terapia ipolipemizzante

    • CAC ≥1000 → gestione come prevenzione secondaria ad altissimo rischio

Terapie innovative e target più stringenti

In prevenzione secondaria, il target LDL si abbassa a <55 mg/dL nei pazienti ad alto rischio, con possibilità di intensificare la terapia con:

  • Ezetimibe

  • Anticorpi monoclonali anti-PCSK9

  • Inclisiran, opzione ragionevole per chi preferisce somministrazioni meno frequenti

  • Acido bempedoico e, nei casi selezionati, evinacumab per forme omozigoti di ipercolesterolemia familiare

Per l’ipertrigliceridemia severa, entra in scena olezarsen, utile nei casi di sindrome da chilomicronemia familiare con TG ≥1000 mg/dL.

Implicazioni cliniche per il cardiologo interventista

Queste Linee Guida segnano il passaggio definitivo verso una cardiologia preventiva e personalizzata:

  • Più attenzione al rischio cumulativo nel tempo

  • Maggiore uso di biomarcatori e imaging

  • Target lipidici più ambiziosi

  • Terapie mirate e integrate

La lipidologia cardiovascolare entra nell’era del “trattare prima, meglio e con obiettivi precisi”.

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